ECOGRAFIA 3D

L'ecografia 3D permette di visualizzare gli organi interni ed il feto secondo i 3 piani dello spazio, migliorando sensibilmente le nostre possibilità diagnostiche.

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FECONDAZIONE ASSISTITA

La procreazione medicalmente assistita è un insieme di tecniche altamente specialistiche che hanno lo scopo di porre rimedio a molti casi di infertilità.

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GRAVIDANZA

La gravidanza rappresenta per i futuri genitori un momento unico. E' importante che il ginecologo segua tutta la durata della gravidanza

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Visita Ostetrica

186-ecografiaLa prima visita in gravidanza è di solito la più lunga e sarebbe auspicabile la presenza anche del futuro papà. La maggior parte del colloquio consiste in uno scambio di informazioni, in forma amichevole e disponibile. È consigliabile eseguire la prima visita ostetrica appena diagnosticata la gravidanza, entro il primo trimestre. Conviene prepararsi una lista scritta delle domande che si desidera sottoporre al ginecologo. Le visite successive avranno cadenza mensile.

È preferibile eseguire gli esami prescritti di volta in volta, circa a metà fra un controllo e l’altro, in modo che non siano troppo “vecchi” o, al contrario, non si faccia in tempo a ritirarne il risultato. In occasione della visita vengono rilevati: dati anamnestici: notizie sui familiari, sulle malattie di cui ha sofferto la donna in passato, eventuali interventi chirurgici, allergie, trasfusioni di sangue, dati nel contesto ostetrico e ginecologico; pressione arteriosa (valori limite 140/90); altezza e peso corporeo; condizioni dello sviluppo uterino e del suo stato (esame addominale); condizioni del collo dell’utero (esplorazione vaginale e/o visita con lo speculum); esame clinico del seno.
L'ecografia tridimensionale in gravidanza, un'emozione unica !

                                                                                                    
Dopo le grandi scoperte nel campo diagnostico del secolo scorso, anche il nuovo millennio sta offrendo alle future mamme e papà in dolce attesa attraenti modalità per conoscere in anteprima il proprio bambino. Già l’ecografia tradizionale, grazie al costante miglioramento della tecnologia e all’impiego di apparecchiature ad alta definizione, aveva dato modo ai genitori di cogliere immagini significative del profilo, degli arti o di altre parti del corpo del proprio bebè. Negli ultimi decenni abbiamo così potuto fornire in anteprima visioni di “sbadigli”, “singhiozzi” e “saluti” o sequenze di bambini che si succhiano il dito, anche se per le mamme e i papà queste immagini erano spesso frutto di una commistione tra realtà e fantasia.

Ma ciò non è bastato! Ecco allora che, dopo circa 10 anni di "tentativi", finalmente oggi è disponibile una metodica di ecografia tridimensionale accessibile a tutti, medici e utenti! Confidenzialmente la chiameremo 3D.
Questa nasce dall'integrazione tra il principio dell'ecografia bidimensionale basata sull'acquisizione di piani di sezione ottenuti con gli ultrasuoni secondo assi trasversali, longitudinali e obliqui, e la ricostruzione tridimensionale computerizzata  dell'organo da studiare, di alcuni distretti anatomici o del feto in toto. Quando si avvia il modulo tridimensionale la sonda, tenuta ferma sull'addome materno, acquisisce automaticamente le immagini.

            

                                                                                   



A cosa serve l'ecografia 3D e quali sono i limiti

Grazie all'ecografia tridimensionale è oggi possibile diagnosticare alcune malformazioni fetali che potrebbero sfuggire con l'ecografia tradizionale: difetti del viso, delle mani, dei piedi, della colonna vertebrale e del cuore.

È assolutamente necessario,però,concludere questa breve presentazione della 3D con alcune precisazioni utili. L'ecografia tridimensionale non può essere assolutamente eseguita come esame di routine. È opportuno che il medico acquisisca prima, con la tecnologia classica, tutti gli elementi biometrici e morfologici del feto e fornisca alle coppie la "certezza" che il bambino sia sano. Solo in casi specifici avvierà l'esame tridimensionale come ausilio o completamento di quello bidimensionale, cioè solo quando si rendesse necessario per dirimere dubbi o confermare sospetti diagnostici.
Quando, invece, l'esame viene richiesto dalle coppie solo per "vedere" il proprio bambino, è assolutamente necessario che il medico precisi e sottolinei prima in modo chiaro i limiti della metodica,  la possibilità di non ottenere immagini accattivanti e che, a volte, gli artefatti tecnici possono dare false visioni di anomalie inesistenti. L'ecogenicità del soggetto, come per tutte le altre ecografie, influenza notevolmente l'esito "spettacolare" dell'esame che si svolge con le stesse modalità di quello standard. L'unico fastidio per la donna è rappresentato da una modesta vibrazione della sonda. In considerazione degli alti costi delle apparecchiature e della lunghezza dell'esame, talvolta sarebbe opportuno eseguirlo in un altro momento, pertanto potrà essere richiesto alla donna di ritornare per una seduta dedicata. Noi stiamo utilizzando l'ecografia tridimensionale da poco tempo e tutti (medico, mamme e papà) siamo stati pervasi da un nuovo entusiasmo, simile a quello che provammo oltre 25 anni fa quando i primi ecografi fecero il loro ingresso nella pratica clinica e aprirono una finestra su un mondo misterioso e affascinante, fino ad allora sconosciuto. Da quei tempi ci sono stati notevoli progressi tecnologici ma, prima di fare voli pindarici, abbiamo il dovere di porci alcune domande. Il pianto, il sorriso, gli sbadigli e le smorfie che i bambini ci mostreranno dal loro ambiente sommerso saranno davvero utili per migliorare la diagnostica prenatale? Le espressioni così precocemente "rubate" ai nostri bambini serviranno davvero agli psicologi per capire di più della psiche umana? Noi ne siamo convinti ma riteniamo che ci debba essere molta prudenza affinché questo potente mezzo diagnostico non si trasformi in uno nuovo e "divertente" elemento mediatico!

Il Consiglio del Medico

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